Terza parte-Il biglietto da visita che molti non sanno di avere.

Segnalazioni relative allo stato del rapporto

Esiste l’obbligo, da parte delle Banche, di segnalare al sistema eventuali modifiche allo «stato del rapporto» vale a dire variazioni significative della qualità del credito.  Vengono segnalate ad esempio:

  • la presenza di crediti ristrutturati,
  • la presenza di insoluti/sconfini continuati superiori ai 90 giorni ma inferiori ai 180 e quelli superiori ai 180 giorni;
  • la presenza di rilevanti anomalie su affidamenti auto liquidanti (crediti scaduti – pagati – impagati);
  • la presenza di garanzie attivate con esito negativo.

Tali segnalazioni risultano estremamente pregiudizievoli e quindi ogni possibile errore deve essere fatto rettificare prontamente.

Oltre a ciò è necessario adottare alcuni comportamenti capaci di evitare queste segnalazioni.

Ci riferiamo in particolare al tema degli insoluti/sconfini continuati perché spesso, nella mia attività professionale, ho riscontrato che proprio su questo tema si concentrano le maggiori criticità.

Di frequente, infatti, le segnalazioni non derivano tanto da errori da parte della banca, quanto da un comportamento disattento da parte dell’azienda la quale non gestisce con la dovuta diligenza i pagamenti/sovrautilizzi delle linee accordate, magari concentrando sempre sugli stessi affidamenti tutte le eventuali tensioni finanziarie che viceversa si sarebbe potuto (dovuto) far ruotare da linea a linea e da Banca a Banca. Riguardo ad altri suggerimenti in merito alla corretta gestione delle linee auto liquidanti ti invito a leggere il mio articolo “Il circolo virtuoso basato sul miglioramento del rating bancario”.

 

Segnalazione di sofferenze

Questa è senz’altro la segnalazione più grave in quanto non indica solo una semplice inadempienza, ma una situazione di oggettiva impossibilità ad adempiere e di conseguenza fa ritenere improbabile la restituzione del debito.

L’appostazione a sofferenza, data la sua gravità, segue una procedura particolare in quanto gli intermediari che la segnalano, rettificano o cancellano devono rispettare il termine temporale di 3 giorni ed il soggetto appostato a sofferenza, in occasione della prima segnalazione, deve essere contestualmente avvisato dalla Banca la quale, inoltre, deve procedere immediatamente dall’azzeramento di tutte le linee di affidamento per cassa.

Opporsi alla appostazione a sofferenza è certamente possibile ma si devono verificare delle circostanze che portino a far considerare come chiaramente “vessatorio” l’operato da parte della Banca. Detto molto francamente, nella maggior parte dei casi, la segnalazione di sofferenza è da considerarsi come irreversibile e determina la “morte bancaria” dell’azienda (e spesso non solo bancaria).

Ci tengo però anche a sottolineare che particolare attenzione va posta prima della segnalazione a sofferenza in quanto quasi certamente quest’ultima viene preceduta da altre segnalazioni meno gravi quali ad esempio segnalazioni di sconfino/insoluto continuativo o altro. In questo caso è necessario correre subito ai ripari e cercare di evitare l’incancrenirsi della situazione. Mai come in questo caso prevenire è l’unica strada possibile.

 

Un costante monitoraggio della Centrale Rischi è senza ombra di dubbio uno degli adempimenti che obbligatoriamente l’azienda, eventualmente attraverso il proprio professionista consulente, dovrebbe fare in quanto consapevole degli importanti riflessi che questo sistema informativo può avere sul merito creditizio attribuito all’azienda stessa.

A questo si aggiunge la necessità, da parte dell’azienda, di mantenere un costante rapporto di comunicazione con i partner bancari abbinato ad un impegno alla trasparenza ed un maggior premura nel comprendere quale sia la percezione che il “sistema del credito” ha della struttura finanziaria della azienda stessa.

 

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