Parte 2-Il biglietto da visita che molti non sanno di avere.

Purtroppo il documento che viene rilasciato dalla Banca d’Italia a seguito della richiesta di visura della Centrale Rischi è fatto di innumerevoli pagine contenenti svariati dati difficili da comprendere ed analizzare efficacemente. L’analisi della Centrale Rischi è un lavoro da professionisti.

Abbiamo detto che la Centrale Rischi riguarda tutti i soggetti, sia privati che imprese ed è una miniera di dati e informazioni quantitative e qualitative che l’azienda, purtroppo, spesso non conosce nella sua interezza.

In ogni caso le informazioni sono disponibili ed è su queste che ci si dovrebbe concentrare per elaborare la propria attenta verifica. In particolare ci si dovrebbe focalizzare su:

1) il controllo degli sconfini/insoluti sulle linee a revoca e a scadenza;

2) la verifica delle segnalazioni relative agli importi accordati – accordati operativi – utilizzati;

3) la verifica e la gestione delle segnalazioni relative allo «stato del rapporto»;

4) le segnalazioni di sofferenze.

 

Sconfini/insoluti su linee a revoca e a scadenza.

Uno dei fenomeni più frequenti che possono “inquinare” la Centrale Rischi è il così detto problema delle “partite viaggianti” che, seppur contabilizzate nel mese successivo alla chiusura, hanno valuta e quindi rilevanza coincidente con il mese precedente. Questa “discordanza di contabilizzazione” può a volte innescare un susseguirsi di possibili errate segnalazioni che rischiano non solo avere riflessi sugli sconfini segnalati su linee a revoca ma, cosa ancor più grave, sugli insoluti relativi a linee a scadenza. Prese singolarmente queste segnalazioni hanno un peso relativo, ma se avvengono ripetitivamente e sono presenti su più banche potrebbero facilmente restituire una immagine pregiudizievole dell’azienda.

È vero che la normativa che regola il funzionamento della Centrale Rischi fornisce tutte le istruzioni per ovviare a questo fenomeno, ma è altrettanto vero che frequentemente le Banche non procedono di propria iniziativa alle doverose rettifiche.

Una verifica periodica di queste segnalazioni potrebbe mettere al riparo da uno dei più frequenti errori riscontrabili nella Centrale Rischi e, costringendo la Banca a rettificare, restituire dati e informazioni corretti sull’affidabilità dell’impresa.

Si consideri comunque che la posizione sconfinata è grave, per la Banca, solo in caso di inadempimenti superiori a 90 giorni. Se si rimane sotto questa soglia pur registrando uno sconfino/scaduto non si rientra in una classificazione penalizzante. Quindi alcune sporadiche segnalazioni di sconfino, anche se reali e non dovute al fenomeno delle “partite viaggianti”, non comportano necessariamente un giudizio estremamente negativo da parte della Banca.

 

Verifica degli importi accordati – accordati operativi – utilizzati

Una delle più gravi segnalazioni riscontrabile nella Centrale Rischi è l’utilizzo di linee a fronte di accordati e/o accordati operativi inesistenti (o apparentemente tali). È evidente che a parità di importi è molto più grave utilizzare una linea non accordata piuttosto che sconfinare su una linea comunque esistente. Attenzione, però!! Anche in questo caso le segnalazioni possono essere “falsate” dalle dinamiche di contabilizzazione/ comunicazione dell’evento. Ci riferiamo in particolare agli affidamenti scaduti/revocati, deliberati, contrattualizzati ed infine utilizzati.

Supponiamo che una pratica di rinnovo fido sia contabilizzata in ritardo e risulti successiva all’effettivo utilizzo. In questo caso risulterebbe, seppur per un breve periodo, l’utilizzo di un affidamento inesistente, cosa che invece non trova riscontro nella realtà. Quindi la lettura del semplice dato della Centrale Rischi potrebbe non fornire adeguate informazioni e risultare pregiudizievole per l’azienda. In questi casi la rettifica non solo è doverosa, ma dovrebbe essere seguita da una informativa rivolta a tutti gli Istituti con i quali si intrattengono rapporti.

 

Parte 2-Il biglietto da visita che molti non sanno di avere.

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