IL RATING-PARTE 2

Il RATING. Alcuni consigli pratici per migliorarlo. PARTE DUE

 

Veniamo ora ai consigli pratici per migliorare il proprio rating bancario.

In via preliminare vi sono alcuni elementi che in teoria incidono poco sul modello di rating, però certamente concorrono in modo a volte determinante a far maturare la decisione di affidare l’impresa o meno. Sono elementi di carattere sostanziale, più che formale.

La Banca (o, meglio detto, il funzionario bancario) valuta molto la capacità dell’azienda di affrontare efficacemente il mercato e quindi di adottare scelte strategiche coerenti. Quindi anche se non vi viene detto, il funzionario bancario fa una sua valutazione su:

  • settore e “storia” dell’azienda (se il settore è entrato in crisi bisogna dimostrare che si è saputo reagire);
  • tipo di governance (l’imprenditore ed i suoi collaboratori devono apparire come persone competenti che sanno fare bene il proprio lavoro);
  • organizzazione aziendale (non c’è disordine, tutti hanno il proprio compito e lo svolgono efficacemente);
  • esistenza delle funzioni di controllo di gestione e di pianificazione pluriennale (oltre a quello che si è fatto fino a ieri è importante spiegare cosa si vuol fare domani).

Provate anche voi a fare la stessa valutazione. A chi preferireste prestare soldi?

  1. Una persona ordinata, precisa, puntuale, che vi dice come userà i soldi che gli prestate (ha un progetto da attuare) e vi dice come e quando ve li restituirà:
  2. Una persona che appare trasandata disordinata, ritardataria, che vi spiega in modo confuso a cosa gli servono i soldi e non si preoccupa di dirvi come ve li restituirà.

Non è detto che il n. 2. sia un soggetto più a rischio del n. 1. , ma così appare.

In poche parole: con le banche l’immagine è sostanza.

 

Veniamo ora agli elementi sostanziali che possono garantire un incremento del rating:

 

  1. Equilibrare il rapporto fra capitale investito dell’imprenditore (mezzi propri) ed indebitamento bancario (mezzi di terzi).

Generalmente, in un’impresa industriale il rapporto tra mezzi propri e debiti bancari dovrebbe attestarsi sui livelli di 1 / 4 o 1 / 5 ed un’azienda sottocapitalizzata è, di norma, considerata molto rischiosa. Riequilibrare il rapporto MP/MT può contribuire a migliorare considerevolmente il rating.

Cosa si può fare?

Oltre all’immissione di capitale liquido (l’investimento nella propria azienda è sempre il miglior investimento) si possono valutare operazioni di conferimento (beni immobili, partecipazioni in altre imprese, ecc) oppure cercare di far emergere plusvalenze latenti in bilancio. In questi ultimi due casi è opportuno rivolgersi ad un professionista competente.

  1. Equilibrare la composizione del debito fra debiti a medio-lungo termine debiti a breve.

Il capitale circolante netto (CCN) va finanziato con debiti a breve (fidi di smobilizzo) mentre i beni durevoli vanno finanziati con debiti a medio/lungo termine.

Se ci sono troppo affidamenti a breve, che finanziano anche investimenti a lungo, si è in presenza di un evidente squilibrio finanziario. Va considerato, inoltre, che i fidi a medio/lungo termine, una volta ottenuti, non possono essere revocati e sono in genere più convenienti (quindi aiutano ad abbassare il costi per oneri finanziari)

Cosa si può fare?

È necessario rinegoziare con la banca l’estinzione di parte dei debiti a breve con un’operazione a medio/lungo termine (il così detto consolidamento dei debiti a breve). Per fare questo è opportuno rivolgersi ad un professionista competente il quale sia in grado di determinare la vera condizione di equilibrio e concludere l’operazione con la banca.

 

IL RATING-PARTE 2

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