ATTENZIONE AL DEFAULT

La nuova definizione di “default”, da applicare nell’ambito bancario, che entrerà in vigore dal prossimo 1/1 rischia di creare pesanti criticità nel rapporto banca/azienda. Vediamo perché:

  1. Nuove soglie per identificare il “default”:

Le nuove soglie fissate sono dell’1% di sconfinamento sulla singola linea di credito per più di 90 giorni, con franchigie di 100 euro per le esposizioni al dettaglio di famiglie e Pmi non superiori a un milione di euro e di 500 euro per le esposizioni superiori (in pratica basterebbe essere sconfinati di 101 €. per più di 90 gg. per essere inserito nei creditori in “default”).

  1. Riduzione dell’obbligazione finanziaria:

devono essere segnalati come NPL (Non Performing Loans) tutti i crediti derivanti da prestiti oggetto di una qualsiasi operazione di rinegoziazione (moratoria), rifinanziamento o consolidamento relativamente a posizioni che siano in difficoltà finanziaria e per le quali il valore attuale dopo la rinegoziazione sia inferiore di più dell’1% rispetto al valore iniziale (basta allungare le scadenze ed il valore attuale si riduce automaticamente).

  1. Uniformità di applicazione della definizione di “default”:

consiste in una estensione del default da uno a più soggetti in quanto prevede che se un soggetto che ha un “rapporto” cointestato è inserito nel novero dei soggetti in “default”, anche gli altri singoli cointestatari dovranno esserlo e questo, a cascata, a valere anche tutti gli altri rapporti instaurati con soggetti terzi.

ATTENZIONE AL DEFAULT

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